GUIDA ALL’ARCHIVIO STORICO DEL BANCO DI NAPOLI

Introduzione 

Benvenuti a Palazzo Ricca, che fu sede dell’antico Banco dei Poveri e oggi è sede della Fondazione Banco di Napoli, dell’Archivio Storico del Banco di Napoli e del suo museo ilCartastorie.

La storia dell’Archivio

Un mondo di carta costituito dalla documentazione degli antichi banchi pubblici napoletani e degli istituti in cui essi confluirono, Banco delle Due Sicilie prima e Banco di Napoli poi.

La fede di credito

Cos’è una fede di credito? Lo spiega la vicenda del falegname Giovanni Gallone e del procuratore Vincenzo Maggio facendoci addentrare nel funzionamento della “ruota” degli antichi banchi pubblici napoletani.

I volumi e le filze

Il fondo apodissario e il fondo patrimoniale, le diverse scritture dell’Archivio Storico del Banco di Napoli. La pandetta, il libro maggiore, il giornale copiapolizze, una guida per comprendere il “linguaggio d’Archivio”.

IL QUARTO CARAVAGGIO

Il mistero di Caravaggio

Un assassinio e un viaggio. In una immaginaria lettera scritta da Caravaggio il racconto del suo trasferimento da Roma a Napoli e della commissione di un dipinto da parte del ricco mercante balcanico Niccolò Radolovich. Dopo le Sette Opere di Misericordia è la volta di una pala d’altare, fulcro di un mistero della storia dell’arte seicentesca…

La Pala Radolovich

Mai realizzata o mai stata ritrovata… ad oggi, l’unica “immagine” della Pala Radolovich si trova nell’Archivio Storico del Banco di Napoli, tra le pagine di un copiapolizze del Banco di Sant’Eligio del 1606. La dettagliatissima “causale di pagamento” ne fornisce un’immagine così precisa da poter essere immaginata e ricostruita nell’interpretazione di un tableau vivant.

ALTRE STORIE DALL’ARCHIVIO

Mora il Malgoverno – La Rivoluzione napoletana del 1647

La “Rivoluzione napoletana” dal punto di vista di Vincenzo d’Andrea, uno dei maggiori protagonisti della rivoluzione del 1647 e della successiva Serenissima Repubblica Napoletana: un’immersione nella breve epopea di Tommaso d’Amalfi, detto Masaniello.

Real Teatro di San Carlo

La storia di Angelo Carasale, impresario che costruì il Teatro San Carlo. Grazie anche alle simpatie di Carlo III di Borbone da umile fabbro intraprese una scalata sociale. Una vita incredibile che finì poi nelle prigioni di Castel Sant’Elmo.

Monteforte, un cassiere sul banco degli imputati

Il fenomeno della malversazione è un malcostume che di tanto in tanto affiora a più riprese nella storia degli antichi banchi pubblici. Clamoroso fu il furto perpetrato ai danni del Banco dell’Annunziata, Banco di San Giacomo e Banco dello Spirito Santo ad opera dei rispettivi cassieri tra cui lo stimato Pietro Monteforte. Dalle parole di quest’ultimo si ricostruisce uno spaccato della società di allora che non era poi così distante da quella di oggi.

Come una ciaola

Durante le incursioni in Italia meridionale i napoletani furono esposti al costante pericolo di essere predati e catturati dai Turchi. Dal 1613 il Pio Monte della Misericordia cominciò ad emettere l’albarano, un documento con cui il governatore si impegnava a risarcire una persona che si recava in Oriente a recuperare il cristiano. Su questo sfondo la vicenda di Angela, resa schiava, il cui destino sembra intrecciarsi con il testo della villanella “Vorrei essere un uccello”.

LA GENESI DEL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI

Scavando tra le carte – Rocco Gioacchino Alcubierre

La narrazione presenta le vicende e il pensiero di Rocco Gioacchino Alcubierre, uno degli artefici della scoperta dei reperti ercolanensi nel 1738. Alcubierre aveva seguito Carlo di Borbone in Italia come ingegnere del genio militare. La scoperta delle rovine dell’antica città di Ercolano, avvenuta durante la realizzazione della Regia Villa di Portici, segnò lo sviluppo della sua carriera e collegò Alcubierre alla direzione degli scavi archeologici sino alla sua morte nel 1780.

Il passeggero artista

Un documento dell’Archivio Storico del Banco di Napoli sulle spese di viaggio di Giovanni Antonio Aloja, incisore di alcuni tra i più bei rami de Le Antichità di Ercolano, è lo spunto per un’immersione nel clima dei primi scavi archeologici durante il regno di Carlo III. Il cocchiere dell’Ufficio del Regio Corriere racconta il suo viaggio insieme al talentuoso incisore e le sue reazioni innanzi ai reperti che da Ercolano si copiano e si trasportano al Real Museo di Portici.

Il tempo dell’impero

La narrazione, che fa perno sui documenti dell’Archivio Storico del Banco di Napoli riguardanti il salario dell’orologiaio del Real Museo, si propone di abbracciare la svolta che il decennio francese rappresentò per Napoli, per gli aspetti esteriori del potere regio e per la nuova funzione che la cultura e la bellezza classica svolsero nel contesto dell’Impero napoleonico. Il volto della città cambia e si muove tutt’intorno al Museo, che, insieme al suo monumentale orologio, scandisce il nuovo tempo dell’Europa.

Venuti, le stanze vuote

Due documenti del Banco di San Giacomo nell’Archivio Storico del Banco di Napoli illustrano alcuni documenti del soggiorno napoletano dell’antiquario e archeologo Marcello Venuti. I pagamenti evidenziano il trasferimento del cavalier Venuti da una casa in via San Mandato ad un’abitazione situata fuori la Porta di Chiaia.  Aspetti squisitamente privati sono il pretesto per narrare il grande contributo fornito dall’archeologo cortonese alla scoperta e all’approfondimento dell’antico nei primi anni del regno di Carlo III.

ISPIRATE DALL’ARCHIVIO

La storia e la bellezza – Maldestro

Il titolo della canzone di Maldestro – residenza musicale di Maldestro presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli – richiama la bellezza suggestiva di un mondo fatto di carta e tutte le storie contenute nelle pagine e tra le pareti di Palazzo Ricca.

Il mio dio è donna – La Bestia Carenne

Il brano – residenza musicale ispirata alle scritture dell’Archivio Storico del Banco di Napoli – ha come protagonista Monsù Desiderio, pittore del Seicento dietro il cui pseudonimo si sovrappongono le personalità di François de Nomé, Louis Croys e Didier Barra.