L’ARCHIVIO ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI ATENE 2026
“Il pittore greco di Napoli”: Belisario Corenzio nei documenti del Museo dell’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli all’Istituto Italiano di Cultura di Atene
Il Museo dell’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli porta ad Atene una mostra dedicata a Belisario Corenzio, pittore greco attivo a Napoli nel primo Seicento.
Il 26 febbraio 2026, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene, inaugura la mostra “Il pittore greco di Napoli. Belisario Corenzio nei documenti dell’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli”, visitabile fino al 24 marzo 2026. L’esposizione presenta una piccola selezione di scritture dei banchi pubblici napoletani che documentano pagamenti, commissioni e attività legate alla bottega del pittore, offrendo alcuni dettagli della sua vita e del suo ruolo nei principali ambienti religiosi cittadini da un punto di vista inedito.
All’inaugurazione greca interverranno Francesco Neri, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene, Marcello D’Aponte, Presidente della Fondazione Museo Archivio Storico del Banco di Napoli, Andrea Abbagnano Trione, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Banco di Napoli, Panagiotis Ioannou, Professore di Storia dell’Arte presso l’Università di Creta.
La mostra è realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi e della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania.
Tra i materiali esposti figurano giornali copiapolizze del primo Seicento, polizze datate 1615 e 1617 e volumi di bancali, che attestano il ruolo di Corenzio presso la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo della comunità greca di Napoli e con importanti complessi religiosi come San Paolo Maggiore e Santa Maria degli Angeli delle Croci.
Accanto al profilo dell’artista, i documenti raccontano il funzionamento del sistema dei banchi pubblici e l’innovazione delle fedi di credito, restituendo uno spaccato della vita economica, sociale e artistica del Mediterraneo moderno, valorizzando fuori dai confini nazionali la ricchezza informativa alla base dell’iscrizione del patrimonio archivistico napoletano al Registro della Memoria del Mondo UNESCO.

