Quaderni dell'Archivio Storico - nuova serie online
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<p>I "Quaderni dell'Archivio Storico" <em>(nuova serie online)</em> si propone di essere un'espressione dell'identità della Fondazione Banco di Napoli, traducendo, in continuità con i suoi fini originari, i molteplici obiettivi della Fondazione, dalla valorizzazione dell'imponente Archivio, in gran parte ancora inesplorato, alle voci poliedriche della cultura e della filantropia, che storicamente creano reti fittissime e proficue che collegano il Meridione a tutta Europa. Tutti i testi pubblicati in QASBN sono vagliati, secondo le modalità del "doppio cieco" (<em>double blind peer review</em>), da non meno di due lettori individuati in un'ampia cerchia internazionale di specialisti. </p>Fondazione Banco di Napoliit-ITQuaderni dell'Archivio Storico - nuova serie online1722-9669Presentazione dei due fascicoli Nicoliniani
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<p>Presentazione dei due fascicoli Nicoliniani</p>Giancarlo AbbamonteNunzio Ruggiero
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2026-01-132026-01-13211510Premessa
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<p>Segni del tempo, Nel trentennale della morte di don Peppe Diana (a cura di Renato Raffaele Amoroso)</p> <p> </p>Renato Raffaele Amoroso
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2026-01-132026-01-132111116Per rabbia e per amore
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<p>Nel trentesimo anniversario dalla morte di don Peppe Diana occorre raccontare il suo operato nella foranìa di Casal di Principe da molteplici punti di vista. Se l’impegno nel denunciare i soprusi della camorra e nel combattere la violenza dei clan è messo in luce con maggiore frequenza, sono poco studiati gli aspetti che riguardano il suo sacerdozio e l’importanza sociale e culturale del suo ruolo nella comunità casalese. Questo contributo intende dedicare attenzione alla dimensione spirituale e teologica del sacerdozio di don Peppe Diana, offrendo così una visione complessiva della sua attività al servizio dei fedeli nella parrocchia e collocando le sue iniziative nell’ambito dell’orientamento pastorale e degli insegnamenti del Vangelo.</p>Antonio Palmese
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2026-01-132026-01-132111726Era una mattina di marzo
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<p>L’assassinio di don Peppe Diana segna un cambiamento importante nella lotta alla criminalità organizzata in Campania e per la nascita di esperienze collettive di riscatto nei territori colpiti dalla violenza della camorra. Questo contributo ripercorre l’accaduto ricostruendo in particolare gli eventi che hanno determinato il rafforzamento dei clan nel casertano e la scelta di uccidere un sacerdote. A trenta anni dalla morte di don Diana il suo esempio resta un riferimento imprescindibile per la storia recente del Mezzogiorno e per la nascita di progetti ed esperienze comunitarie in grado di contrastare la crudeltà dei clan.</p>Raffaele Sardo
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2026-01-132026-01-132112738Un uomo di fede
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<p>La vicenda di don Peppe Diana mette in luce il coraggio del sacerdote di Casal di Principe nell’opporsi alla violenza della criminalità organizzata. Tuttavia, l’impegno sociale non è l’unica dimensione del suo cammino di fede. Il profilo vocazionale, scritto all’età di ventitrè anni, rivela il percorso profondo, segnato da pressanti difficoltà e dubbi che lo conduce alla scelta di intraprendere la vita sacerdotale. Il recente libro di Raffaele Sardo offre numerosi spunti di riflessione sugli aspetti teologici e filosofici che caratterizzano l’opera pastorale di don Peppe Diana. L’attenzione per il prossimo, l’accoglienza offerta ai più bisognosi e la fede nella Parola e nella preghiera sono elementi che caratterizzano la sua esperienza nella comunità di Casal di Principe. Nell’anniversario dei trenta anni dal suo assassino, questo contributo intende ampliare le prospettive di analisi su don Peppe Diana, rintracciando il suo modo di vivere il sacerdozio anche nel rapporto con la dimensione ultraterrena della fede.</p>Francesco Dandolo
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2026-01-132026-01-132113950Michele Mosca Da terre di camorra a Terre di don Peppe Diana: rigenerazione del capitale sociale e sperimentazioni di economia sociale
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<p>L’assassinio di don Peppe Diana scuote le coscienze e accende i riflettori sulla potenza delle organizzazioni criminali nel territorio della provincia di Caserta. <br>Il sacerdote di Casal di Principe aveva per primo rotto il muro di silenzio ed era un punto di riferimento per la società locale e per i giovani dei paesi maggiormente colpiti dalla violenza dei clan. La sua morte genera diffusa indignazione e determina l’avvio di processi di riscatto che sono alla base della costruzione di un modello alternativo di sviluppo, che mette al centro le persone, i diritti e l’umanità per favorire l’inclusione anche degli individui più deboli e marginalizzati nella società.</p>Michele Mosca
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2026-01-132026-01-132115160Riflessioni a margine del volume di Raffaele Sardo, "Per rabbia e per amore"
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<p>Riflessioni a margine del volume di Raffaele Sardo, "Per rabbia e per amore"</p>Elena Cuomo
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2026-01-132026-01-132116170L’omicidio di don Peppe Diana: dalla paura al riscatto
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<p>La vicenda di don Peppe Diana è un riferimento imprescindibile per l’elaborazione di percorsi di contrasto alla criminalità organizzata. Dal suo assassinio il 19 marzo 1994 sono maturati progetti ed esperienze comunitarie in grado di riscattare il destino dei ceti più emarginati nei territori devastati dalla violenza della camorra. Il recente romanzo di Raffaele Sardo offre nuovi spunti di riflessione su tematiche ancora di estrema attualità. Ne emerge un ritratto composito del sacerdote di Casal di Principe: la forza della parola e l’importanza della cultura hanno caratterizzato il suo operato. Come pure si evidenzia l’essenziale ruolo delle donne nella tutela della memoria e per rafforzare esperienze di riscatto. A trenta anni dalla morte di don Peppe Diana, la sua storia continua ad essere un esempio di lotta quotidiana contro ogni forma di violenza e nello spirito della pace e della fraternità</p>Renato Raffaele Amoroso
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2026-01-132026-01-132117187Erudizione, filologia e storia del Regno di Napoli: gli studi vichiani di Fausto Nicolini
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<p>Questo articolo si sofferma su quella “filologia” tipicamente nicoliniana, dedicata alla ricostruzione biografica coerente con una riproposizione dei testi di Vico tanto potente quanto originale nella prospettiva di un’evoluzione ascendente e migliorativa del suo pensiero, in accordo con la filosofia neoidealistica dei suoi maestri, Croce e Gentile, e il progetto politico-culturale della “Nuova Italia”. Fedele al magistero crociano, Nicolini sviluppò il proprio lavoro anche dal punto di vista etico-politico; e si fece storico della vita civile del Regno di <br>Napoli con una dilatazione del campo di interesse che impegnò la storia politico-diplomatica dell’Europa durante la guerra di successione di Spagna.</p>Fabrizio Lomonaco
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2026-01-132026-01-1321191116Il Settecento di Nicolini e Di Giacomo
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<p>Il saggio offre un contributo alla conoscenza degli studi settecenteschi di Fausto Nicolini e Salvatore Di Giacomo attraverso la lettura del carteggio, in parte inedito, intercorso fra di loro. Protagonisti delle rispettive indagini erano Ferdinando Galiani e Giacomo Casanova. Interlocutori di entrambi erano Benedetto Croce e Tage Bull, diplomatico danese inserito fin da giovane nella comunità internazionale di studiosi casanoviani.</p>Maria Rascaglia
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2026-01-132026-01-13211117136Fausto Nicolini e i Galiani
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<p>Il saggio ripercorre le tappe dell’opera cinquantennale dedicata da Fausto Nicolini a Ferdinando Galiani principalmente e più esiguamente allo zio Celestino. Si evidenziano caratteri tipici della ricerca storiografica di Nicolini e se ne misura la resistenza nel tempo congiuntamente ai limiti intrinseci.</p>Oreste Trabucco
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2026-01-132026-01-13211137178L’epistolario di Pietro Giannone al fratello Carlo attraverso i regesti di Fausto Nicolini
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<p>Il lavoro prende in esame i regesti dell’epistolario di Pietro Giannone al fratello Carlo, scritti da Fausto Nicolini. Emerge la profondità dello storico e dell’archivista. L’analisi delle fonti è rigorosa e consente di schiudere tutto l’ambiente di Giannone e, quindi, la complessa temperie politica e culturale del Regno di Napoli in quel periodo storico. Grazie a Nicolini, risaltano tratti della personalità dell’avvocato e appare con chiarezza la sua visione politica, contrassegnata da un deciso pragmatismo e da un convinto anticurialismo.</p>Filomena D'Alto
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2026-01-132026-01-13211179208Fausto Nicolini Linceo
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<p>Il contributo su Fausto Nicolini muove dalle indagini inerenti alle carte dell’Archivio storico dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Il testo è in primo luogo dedicato alle istanze rivolte al sodalizio onde ai soci non residenti a Roma spetti il trattamento di missione; inoltre alla difesa dell’idea crociana di Accademia contro il tentativo di minarne lo statuto con l’ingresso di una Classe di artisti, propiziato, tra gli altri, da Giuseppe Ungaretti; infine alle vicende inerenti alla commemorazione di Nicolini, che avrà luogo quasi tre anni dopo la sua morte, e all’apposizione di una iscrizione commemorativa da porre a Napoli, all’interno del palazzo avito.</p>Marco Guardo
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2026-01-132026-01-13211209234Sulla collaborazione di Fausto Nicolini all’Enciclopedia italiana diretta da Giovanni Gentile
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<p>L’articolo intende offrire una testimonianza del lavoro copioso svolto da Fausto Nicolini per il <em>Dizionario Biografico degli Italiani</em> e per l’<em>Enciclopedia italiana</em> diretta da Giovanni Gentile. Sulla base di fonti per lo più inedite provenienti dal carteggio personale e scientifico di Nicolini con Gentile, e di altri carteggi e documenti conservati nell’<em>Archivio storico</em> dell’Istituto della Enciclopedia italiana, la collaborazione di Nicolini emerge con caratteristiche personali che fecero di quel suo lavoro una tessera di altri già svolti e, sempre, di sollecitazione a perfezionare e progettare nuove ricerche e pubblicazioni.</p>Cecilia Castellani
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2026-01-132026-01-13211235274Tra Hayden White ed Erich Auerbach. La «celebrità cosmopolitica» di Fausto Nicolini
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<p>Il saggio contribuisce alla comprensione della ricezione internazionale di Fausto Nicolini, illustrandone l’influenza sia come mentore che come storico. Il contributo analizza il ruolo di Nicolini, in particolare attraverso la sua Bibliografia vichiana e la biografia di Croce, nella genesi dell’opera più influente dello storico americano Hayden White, Metahistory (1973), e l’impatto che Nicolini ebbe sulla formazione di Erich Auerbach, il cui Mimesis (1946) ha ispirato una comune resistenza al postmoderno, inteso come opposizione alle grandi metanarrazioni, anche vichiane.</p>Rocco Rubini
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2026-01-132026-01-13211275318L’uomo che amava le carte. Nicolini tra bibliografia, biografia, autobiografia
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<p>La biografia intellettuale di Nicolini archivista critico, filologo, va inquadrata nella complessa rete di archivi e biblioteche, di interessi e problemi, di autori e lettori, di manoscritti ed edizioni che la connette a quella del suo maestro Benedetto Croce. Il presente contributo propone una riflessione su Nicolini intorno a ciò che è testo, tra filologia, bibliografia, biografia: una figura poliedrica e pionieristica, per la natura multiforme delle sue curiosità e delle sue competenze sempre puntate sui testi, sui luoghi di produzione e trasmissione del senso, che suggerisce con largo anticipo una idea di bibliografia aperta ad ogni tipo di testo, su ogni supporto e dispositivo.</p>Emma Giammattei
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2026-01-132026-01-13211319341Recensione a Jaime Elipe, "Don Alonso de Aragón, un príncipe con mitra. Familia, Iglesia y política en la España del Renacimiento"
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<p>Recensione a Jaime Elipe, "Don Alonso de Aragón, un príncipe con mitra. Familia, Iglesia y política en la España del Renacimiento."</p>Biagio Nuciforo
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2026-01-132026-01-13211345348Recensione a Paolo Franzese, "Ombre rosse"
https://www.ilcartastorie.it/ojs/index.php/quaderniarchiviostorico/article/view/173
<p>Recensione a Paolo Franzese, "Ombre rosse"</p>Giovanni Valletta
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2026-01-132026-01-13211349354Recensione a Matteo Motolese, "L’eccezione fa la regola"
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<p>Recensione a Matteo Motolese, "L’eccezione fa la regola"</p>Christian Brandi
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2026-01-132026-01-13211355365